04/04/2025

Viviana, la regina delle talpe: al via lo scavo del tunnel di base della Torino-Lione

È partita da Saint-Martin-La-Porte, in Francia, la prima delle sette frese che scaveranno il cuore delle Alpi per realizzare la nuova linea ferroviaria Torino-Lione. E ha un nome evocativo: Viviana.

Non è una macchina qualsiasi, ma una colossale opera d’ingegneria lunga 180 metri, con un diametro di 10,4 metri e un peso di 2.300 tonnellate. La sua missione? Scavare 9 chilometri di galleria tra Saint-Martin-La-Porte e La Praz, nel tratto transfrontaliero del tunnel di base del Moncenisio.

Come da tradizione per le grandi opere sotterranee, la fresa è stata battezzata con un nome femminile. “Viviana” è un omaggio alla moglie di Mario Virano, primo direttore generale di TELT, scomparso nel 2023. Figura chiave per il dialogo italo-francese, Virano ha lasciato un’impronta indelebile sul progetto.

Il battesimo si è svolto alla presenza delle massime autorità: Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture, e il ministro francese dei Trasporti Philippe Tabarot hanno firmato simbolicamente la testa della fresa. Con loro, anche i vertici di TELT, rappresentanti istituzionali italiani e francesi, e le aziende protagoniste del progetto.

Viviana è un concentrato di tecnologia europea: progettata e costruita in Germania da Herrenknecht, coinvolge aziende da tutta Europa, comprese una decina tra Italia e Francia. È in grado di scavare tra i 300 e i 450 metri al mese, frantumando la roccia con 61 cutter rotanti e posando direttamente i conci in cemento armato che rivestono la galleria.

A bordo, una squadra di professionisti lavora 24 ore su 24, mentre un sistema di nastri trasportatori porta in superficie il materiale scavato, pronto per essere riutilizzato.

Viviana è la protagonista del Cantiere Operativo 6/7, uno dei più importanti della Torino-Lione, che prevede 36 km di tunnel da scavare tra Saint-Martin-La-Porte e Modane. Qui, oltre alla fresa già in azione, ne entreranno in funzione altre due nei prossimi mesi. Al culmine dei lavori, saranno sette le talpe attive contemporaneamente.

Il progetto avanza: già scavati oltre 41 chilometri, quasi il 25% dell’opera totale. E sono già 2.800 le persone impiegate tra i cantieri in Italia e Francia. Un numero destinato a salire a 4.000 nei prossimi anni, a pieno ritmo operativo.

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