05/07/2011

Uir in missione al Parlamento europeo

Alessandro Ricci, presidente dell’Unione Interporti Riuniti (Uir), ha incontrato nei giorni scorsi a Bruxelles i parlamentari europei, on. Debora Seracchiani (PD) e on. Antonio Cancian (PDL-PPE), per confrontarsi su un argomento di rilevanza europea determinante per le attività degli interporti: la separazione tra la gestione dell’infrastruttura e la fornitura di servizi ferroviari. L’Associazione, che nei mesi più recenti ha intensificato il dialogo con i tavoli politici e tecnici di Bruxelles così come ha potenziato l’attenzione nei confronti dei documenti dagli stessi elaborati al fine di meglio indirizzare le proprie azioni, concorda con il livello di priorità che l’Unione Europea ha assegnato alla formazione di un mercato ferroviario unico comunitario liberalizzato in grado di garantire politiche di accesso eque, trasparenti e non discriminatorie. L’Unione Interporti Riuniti non può, quindi, in tal senso, che sostenere l’opportunità di addivenire a un’effettiva separazione di ruoli e funzioni tra chi gestisce le infrastrutture e chi gestisce i servizi ferroviari. “Siamo consapevoli delle ritrosie che a livello nazionale e non solo, muovono contro questo approccio – ha dichiarato Ricci dialogando con i parlamentari– è pur vero che se volessimo prevedere azioni più facilmente attuabili, sempre nell’ottica di un mercato liberalizzato, un primo passo potrebbe essere in Italia, facilitare e supportare la creazione di partnership pubblico-private a cui vendere la proprietà o a cui dare in concessione aree terminali sensibili attualmente gestiti dall’impresa incumbent che, da recenti dichiarazioni, non ritiene il cargo un business profittevole”. La materia è complessa soprattutto per i soggetti che attorno alla stessa gravitano, ed  è per questo che Uir auspica un maggiore coordinamento a livello europeo e in prospettiva, così come proposta dall’on. Serracchiani, la creazione di un organismo di regolamentazione super partes che abbia chiari margini decisionali e quindi impositivi, indispensabile per disciplinare e coordinare un mercato sul quale rischierebbero di prendere il sopravvento deleteri e ingovernabili fenomeni di anarchia.
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