04/04/2025

L'impatto dei dazi USA del 20% sulle aziende italiane, due pareri a confronto

L’imposizione di dazi del 20% da parte degli Stati Uniti sulle importazioni dall’Unione Europea sta creando nuove e complesse sfide per le aziende italiane. Le ripercussioni varieranno a seconda del settore e della struttura della supply chain di ciascuna impresa, rendendo necessaria una riconsiderazione delle strategie commerciali e operative.

Secondo Francesco Leone, senior managing director, head of Italy Corporate Finance & Restructuring di FTI Consulting in Italia, le aziende dovranno affrontare scelte cruciali per mitigare l’impatto di questi dazi. "Alcune aziende potrebbero rivedere la propria strategia commerciale per capire se e in che misura il costo aggiuntivo possa essere trasferito ai consumatori finali. Altre, soprattutto se le loro catene di fornitura toccano i cosiddetti Paesi ‘worst offenders’, potrebbero ripensarne la configurazione affinché si componga di fornitori collocati in Paesi meno impattati dai dazi."

Leone individua tre azioni principali che le imprese italiane potrebbero intraprendere per affrontare il nuovo scenario:

1) Analizzare la propria esposizione commerciale agli USA, valutando in che misura le nuove tariffe influiscano sulle vendite e sulla marginalità.

2) Ottimizzare la supply chain, ripensando la distribuzione geografica dei fornitori per minimizzare l’impatto dei dazi.

3) Organizzare attività di lobbying a livello settoriale, per cercare di rinegoziare i termini delle tariffe, una strategia particolarmente rilevante per i comparti più esposti.

 

Claudia Lotti, senior managing director di FTI Consulting in Italia, sottolinea come le aziende debbano iniziare con un’analisi approfondita dell’esposizione ai dazi, comprendendo il peso dell'export USA sui loro prodotti e il conseguente impatto sulla redditività. "Alcune industrie, come il lusso, potrebbero scaricare parzialmente il costo sui consumatori finali, ma ciò non è semplice data la situazione inflattiva. Questo potrebbe comportare la perdita di quote di mercato, specialmente tra i consumatori aspirational. Altri settori, come l’agroalimentare e la meccanica, rischiano di subire una compressione dei margini."

Per affrontare questa situazione, le aziende devono considerare diverse strategie, tra cui:

1) Efficientare i costi di produzione e valutare la possibilità di diversificare i fornitori per ridurre l’impatto dei dazi.

2) Esplorare partnership con fornitori statunitensi, riducendo così la dipendenza dall’export diretto.

3) Investire in capacità produttiva negli USA, una mossa strategica che, sebbene efficace, presenta incertezze legate a normative e politiche commerciali future.

In un contesto in continua evoluzione, le imprese italiane dovranno muoversi con cautela e flessibilità per adattarsi alle nuove dinamiche del commercio internazionale.

 

FTI Consulting è una società di consulenza globale che fornisce servizi specializzati in ambito finanziario, strategico e legale. È particolarmente nota per il supporto nelle aree di corporate finance, restructuring, litigation, risk management e strategic communications.

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