
Il problema connesso al riuso sostenibile delle aree dismesse, ormai comunemente definito con il termine di bronfield, sta occupando sempre più il dibattito e l’attenzione di ampi settori economici impegnati nella ricerca di nuove possibilità d’insediamento, e quello della logistica è senz’altro il più toccato da una situazione non più eludibile. Il territorio italiano è occupato dal 3% da queste costruzioni abbandonate: un ulteriore depauperamento del suolo, soprattutto quello a vocazione agricola, non è più pensabile anche perché – secondo i dati più recenti forniti da ISPRA nel rapporto 2024 ‘Il consumo del suolo in Italia’ - la crescita sull’anno precedente è stata pari al 7,16%, a conferma di un trend di incremento progressivo ininterrotto dal 2006; in più, se confrontiamo il dato con quelli dell’Unione Europea, emerge come il nostro sia il quinto Paese membro per tasso di crescita del consumo di suolo, con una velocità quasi doppia rispetto alla media dell’Unione.
Una decisa accelerazione per andare nella direzione di una possibile risoluzione del problema va indubbiamente e positivamente ascritta all’amministrazione della Regione Lombardia alla quale va riconosciuto il merito di aver approvato, nello scorso mese di agosto, una legge che finalmente sembra affrontare di petto la questione. Nello specifico si tratta della Legge Regionale n° 26 sugli insediamenti logistici di rilevanza sovracomunale, “finalizzata a dettare disposizioni uniformi sotto il profilo urbanistico e di perseguire l’ordinato assetto del territorio regionale” disciplinando “i criteri, gli indirizzi e le modalità per la localizzazione di nuovi insediamenti logistici”.
L’iter per l’approvazione – che ha potuto contare sull’attenzione costante e la collaborazione fattiva di Assologistica – ha avuto il merito di fungere da battistrada a livello nazionale per arrivare decisamente al cuore del problema. La nuova normativa lo acclara soprattutto in alcuni punti dell’articolo 3, dove è messo nero su bianco che dev’essere alta la “considerazione degli insediamenti di logistica di rilevanza sovracomunale nel territorio provinciale e metropolitano, della presenza di cluster dedicati agli ambiti logistici e della relativa distribuzione sul territorio del livello di operatività, del traffico indotto e delle criticità, anche in coerenza con gli obiettivi, con le strategie e con le azioni individuate dal programma regionale della mobilità e dei trasporti”, con particolare attenzione - e questo è segnale di grande sensibilità verso il nostro settore nel suo complesso - alla “presenza di collegamenti con terminal intermodali e zone logistiche semplificate”.
Quindi un primo, grande passo è stato fatto, e altre amministrazioni sembrano finalmente intenzionate a compierne di ulteriori. L’impressione è che più di qualcosa si stia finalmente muovendo, e Assologistica è naturalmente pronta a supportare e affiancare chiunque decida di continuare un percorso virtuoso in questa direzione.
Jean François Daher
Segretario Generale di Assologistica