11/02/2022

Concessioni demanio, OK a Venezia al nuovo regolamento

Il comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Settentrionale formato da Fulvio Lino Di Blasio, presidente dell'Autorità, Antonella Scardino, segretario generale dell’AdSPMAS, Piero Pellizzari, direttore marittimo del Veneto - Capitaneria di porto di Venezia, Giuseppe Roberto Chiaia, in rappresentanza della città metropolitana di Venezia e Maria Rosaria Anna Campitelli, in rappresentanza della Regione del Veneto e alla presenza del collegio dei revisori dei conti, Emanuela Capobianco, Adriano Zanghi Buffi e Romina Giuseppa Barbato ha approvato il nuovo regolamento per le concessioni demaniali marittime.



Il documento, oltre a recepire i criteri valutativi voluti dal MIMS per il rilascio di concessioni alle imprese portuali, rappresenta l’elemento in grado di abilitare concretamente l’avvio di una nuova stagione per le concessioni in ambito demaniale identificando in maniera più puntuale i requisiti richiesti e le valutazioni alla base del rilascio delle concessioni stesse; obiettivo del regolamento, favorire la crescita degli scali veneti e, allo stesso tempo, introdurre elementi di maggiore trasparenza per le imprese, in linea con gli obiettivi previsti nell’ambito della pianificazione strategica dell’Authority.



I criteri valutativi per l’ottenimento delle concessioni ai sensi dell’articolo 16 e dell’articolo 18 L. 84/94 e s.m.i. riguardano: gli obiettivi di traffico e di sviluppo della modalità ferroviaria, nonché la capacità di assicurare le più ampie condizioni di accesso al terminal per gli utenti e gli operatori interessati; la sostenibilità e l’impatto ambientale del progetto industriale proposto e livello di innovazione tecnologica; la previsione di iniziative di partenariato con centri di ricerca e istituzioni universitarie; la definizione di investimenti infrastrutturali e sovrastrutturali, attrezzature e tecnologie anche in coerenza con gli strumenti di pianificazione e programmazione nazionale di settore; la capacità di assicurare un’adeguata continuità operativa del porto; un piano occupazionale che comprenda anche indicazioni sull’utilizzo della manodopera temporanea.

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