27/01/2025

Il 'reverse charge' nei contratti di logistica è legge: vittoria di Assologistica

Il percorso che ha portato alla recente approvazione da parte del parlamento italiano del reverse charge nei contratti di appalto della logistica ha origine datata nel tempo; per l’esattezza prende l’avvio al mese di aprile di quasi due anni fa, quando il responsabile dei rapporti istituzionali di Assologistica, Giovanni De Ponti, incontra Andrea Parolini - dottore commercialista, ex consigliere giuridico economico della presidenza del consiglio e membro dell’organo consultivo della Commissione Europea VAT Expert Group e partner di FerrianiPartners - per chiedere all'esperto in materia fiscale di studiare le modalità occorrenti affinché il progetto potesse svilupparsi e andare a buon fine.

In considerazione della valenza per il settore, l’iniziativa viene da subito condivisa anche con altri interessati ma la proposta non viene supportata, mentre altre iniziative riferite alla reverse charge esternate al ministero competente risultano vane. L’iniziativa riprende invece vita e vigore nel giugno scorso, quando l’associazione presieduta da Umberto Ruggerone e dal segretario Jean François Daher decide di agire unicamente in proprio nell’ambito di un sistema più ampio di proposte per regolarizzare il settore avvalendosi ancora della grande esperienza più volte mostrata sul campo da De Ponti. Così, dopo alcune riunioni preparatorie approfondite viene conferito un nuovo incarico specifico proprio a Parolini, ed è la svolta.

Anzitutto, grazie alla spinta del vicepresidente di Assologistica Renzo Sartori che nell’occasione ha svolto le funzioni di coordinatore, si è costituito  un gruppo di lavoro  - composto da dieci aziende associate finanziatrici - che ha redatto un documento con lo scopo di stabilire i punti essenziali dell’iniziativa sviscerandone le peculiarità, poi Parolini stesso si è mosso sul piano istituzionale incontrando il direttore generale del Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia e delle Finanze Giovanni Spalletta; successivamente è volato a Bruxelles dove illustra  il progetto ai direttori competenti in tema Iva della Commissione Ue: in entrambi i casi riscuotendo evidenti apprezzamenti da parte degli interlocutori, ottenendo di conseguenza il via libera dal ministero per la predisposizione di una proposta di un testo normativo. Il risultato definitivo verrà presentato al Mef - il ministero di Economia e Finanza - lo scorso 20 novembre, viene approvato e quindi inserito al fotofinish dal governo nel maxiemendamento alla Legge di Bilancio, approvata definitivamente il 29 dicembre.

Quali sono i tratti principali di questa nuova normativa? Come si sa, normalmente l’Iva la paga chi emette una fattura, e soltanto in casi particolari avviene il contrario, cioè un’inversione contabile che fa ricadere l’applicazione dell’imposta su chi riceve un bene o una prestazione, e questo si chiama appunto reverse charge. Dunque, ora anche l’autotrasporto e la logistica entrano tra i settori interessati da questo meccanismo, potendo godere dell’applicazione alle prestazioni di servizi effettuate tramite contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali caratterizzati da un prevalente utilizzo di manodopera e beni strumentali di proprietà del committente rese nei confronti di imprese che svolgono attività di trasporto e movimentazione merci e servizi di logistica.

Quindi, a versare l’imposta sarà direttamente il committente, seppure in nome per conto del trasportatore invece che il vettore o il trasportatore. Il versamento dovrà avvenire entro il mese successivo alla data di emissione della fattura, rischiando altrimenti sanzioni amministrative che possono arrivare alla cifra massima di 10.000 euro. Ora il reverse charge in questione - con l’aggiunta del termine “atipico”, visto che riguarda in maniera del tutto innovativa un settore come quello della logistica - è legge dello Stato a tutti gli effetti, anche se per la sua entrata in vigore occorrerà attendere che l’Agenzia delle Entrate ne disciplini gli aspetti attuativi nel dettaglio, attraverso un provvedimento dedicato.

È indubbio che ad Assologistica debba essere ascritto il merito e la paternità dell’iter nel suo complesso, essendosi organizzazione dimostrata all’altezza nel saper portare a buon fine l’intera operazione, un attivismo che si è rivelato capace di rendere d’ora in poi la filiera logistica nazionale molto più sostenibile in tutte le attività espletate quotidianamente dai diversi attori dell’intero settore, molti dei quali hanno già avuto modo di esprimere esplicitamente il plauso all’associazione per l’ottimo risultato ottenuto in tutte le fasi e nelle diverse sedi che l’hanno vista impegnata.

 

Tiziano Marelli

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